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Disciplina marziale la cui
ideologia è “salvaguardare la propria integrità fisica in modo
appropriato e diretto”.
Il metodo si propone di acquisire tecniche che ostacolino il più
possibile una probabile aggressione, non ultime si studieranno le
strategie psicologiche.
È infatti la mente la prima ad essere allenata , o meglio, ad essere
consapevole delle proprie grandi capacità. Inoltre molte tecniche sono
vane se la pratica svolta mantiene il confronto sull’utilizzo della
forza così comunemente intesa.
La donna, si sa, per sua conformazione è in netto svantaggio rispetto a
un uomo sul piano muscolare. Esercizi atti a recuperare una forza
diversa, più interna, creeranno il presupposto affinché la mente
comprenda e gestisca man mano questo strumento diverso: una forza
morbida, profonda e unita.
Per fare un esempio, imparare le tecniche di autodifesa è come avere
tutti gli strumenti di lavoro per dipingere ma non conoscere ancora
come usarli al meglio.
Conoscere le potenzialità della mente è come conoscere le tecniche di
disegno e di pittura. Un’artista padroneggia tutto questo, e senza
sforzo egli esprime se stesso impressionando sulla tela le sue emozioni
in modo diretto non preoccupandosi se per quel singolo tratto occorre
quel tipo di pennello o quella sfumatura di colore.
Strumenti e tecnica si fondono e agiscono in armonia con l’intenzione e
lo spirito, creando inimmaginabili ed uniche opere d’arte.
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